mercoledì 6 giugno 2018

Pit Stop Un colpo di tosse




Tra un colpo di tosse e l'altro ( allergia, allergia canaglia) non finisco mai di stupirmi della gente. Quando mi rendono invisibile provo pena. Non per me ma per loro. Molti hanno bisogno, necessità, di sentirsi al centro, di dimostrare se stessi per un nulla o per un di più. Inseguono la continua ribalta per potersi dire: Bravo! Ci ho provato, poco, ma ci ho provato, ad abbassarmi a questa human competition ma non ce l'ho fatta. Son contenta. Un passo indietro, anche due se possibile, chi sa e fa, lo avrà riconosciuto senza farlo da solo. Resterà. " Loro andranno, noi resteremo" E' un "motticino" inventato da me, rende bene l'idea, o almeno, a me la rende. 
Quando dico, anzi scrivo, che per me la scrittura è un'urgenza...
Ecco appunto! :) :) :)

Copyright tutti i diritti riservati ©


lunedì 4 giugno 2018

Da 1000 a 4000 battute spazi inclusi Susanna




Se le lacrime spariscono o restano annidate dentro agli occhi, non significa. Dolore, presenza, assenza, restano, vivono, si rinnovano in ogni giorno. Un pensiero che si affronta, un ricordo che ti sveglia, un rimpianto che non lascia spazio al sonno. Quando qualcuno è stato qualcuno, ha seminato in noi, ci ha consegnato vuoti e pieni che mai potranno trasformarsi gli uni negli altri. Il tempo è solo tempo, acquieta, infuoca, passa ma non guarisce. Gli anni non contano, conta l’equilibro che in quelli si riesce a raggiungere. Non un traguardo, né un obiettivo, solo un’altalena di stati d’animo. 


Susanna pianse molto e con lei lo fecero gli altri. Lacrime senza rumore, non bagnavano gli occhi ma si sentivano e si vedevano. 
Smarrimento. 
Lo smarrimento ha il suo rumore e Susanna aveva il suo. Profondo, tonfo, senza clamore. Se non sai non puoi capire ciò che le è accaduto. Dignitosa Donna, dalle essenziali parole e da un sorriso in consegna nonostante. Starle accanto con discrezione, solo se richiesto. Così devi porti se desideri esserci. Ingombrare in eccessiva presenza lo spazio di chi ha sempre vissuto in penombra, disturba, anche se non detto per innata mitezza.




sabato 2 giugno 2018

Pit Stop Palazzuolo, prima 2018


Ritorno a Palazzuolo sul Senio. Conoscere due persone incontrate su facebook, un pranzo frugale consumato sul camper sotto le frasche degli alberi, un pisolino, una camminata di 10 chilometri sul sentiero 10, segnalato sulla mappa sentieri reperita alla Pro Loco del paese. E anche se sudati e un poco affaticati, facciamo sosta alla Chiesa di Sant'Antonio, dove e' allestita, a cura dell'Associazione Amici del fiume Senio, una mostra fotografica al fiume dedicata. Al socio volontario presente all'interno della mostra, chiedo di associarmi, perche' : " anche se lontana mi fa piacere contribuire, sostenere". Due chiacchiere interessanti, una bella spiegazione per apprezzare maggiormente cio' che vedo, qualche riflessione sul perche' questo borgo dal dialetto romagnolo in provincia fiorentina, non sia piu' frequentato come un tempo. 


A una bottega prendiamo mezzo chilo di pane e a passo lento torniamo verso il camper. Ci aspettano relax e frescura. 
Ha fatto buio, i grilli cantano e il cielo va in stelle. Io scrivo... 
Viva la tecnologia! 
E' il tablet di David...
Sempre con noi.
Sempre e per sempre...



Fiume Senio Palazzuolo sul Senio Foto di Marco Galeotti 

Fiume Senio tra Quadalto e Palazzuolo foto di Marco Galeotti 

giovedì 31 maggio 2018

Pit Stop





Il silenzio cambia le percezioni. Luoghi solitamente rumoreggianti di voci e corpi, avvolti nel silenzio si trasformano. E' in quel momento di assoluta nuova percezione, che ci isola da tutto, volendo e potendo, anche da noi stessi. Una sensazione di estraneità da non volersi spiegare, perché troppo appartenente. Quando anche un piccolo suono di nuovo irrompe, tutto torna com'era.

Noi no.


domenica 13 maggio 2018

Pit Stop Maggio

Nei giardini fioriscono fiori. I sempre verdi si rinnovano, gli si riaccende il verde, si arricchiscono di neonate foglie. Nei vasi si cambia la terra. Ma non tutta. Dopo aver ripulito quella vecchia da radici e parassiti, si mescola con la nuova, si fa lo spazio di uno, di due, di tre, alle piantine di stagione. Un rito, un rinnovamento dovuto e necessario. Tutto avviene nonostante. 
E’ un mese per bene maggio, alterna possiede molto senza strafare in consegne. E’ scalzo a mezzogiorno e in calzini la sera, di aria fresca ti sveglia al mattino e ancora di una coperta di copre di notte. Maggio prova a farti aprire il torace per un respiro più lungo. Ci sono mesi di maggio in cui si fa fatica a respirare. Questo è uno di quelli. Eppure è tutto un cinguettio, un tubare di pennuti, di finestre aperte ad arieggiare stanze. Eppure l’inverno lasciato ci sembra più adatto per il proseguire nel nonostante: il caminetto acceso, i ceppi infuocati, il nero della cappa, il rintanarsi tra pareti e pensieri.
Nei giardini fioriscono i fiori.
A noi sapere come, sapere dove, sapere quando e quanto, farli fiorire.

Copyright tutti i diritti riservati ©