mercoledì 26 dicembre 2018

Pit Stop Intrecci




Non c’è nessuna linea tra la vita e la morte, nessuna distanza o distacco. E’ un intrecciarsi vicendevolmente. Esserci non esserci…siamo qui quelli che siamo, siamo lì quelli che in un’altra dimensione stanno. Si vedono volti, si sentono voci, si recepisce presenza, basta solo essere predisposti all'ascolto. Ma forse non è nemmeno questione di questo. E’ proprio che vita e morte hanno le mani tese e le dita che s’intrecciano. E’ un continuare per proseguire, dove il destino ha fermato. Non mi pongo il problema di essere capita, non mi interessa. Sono riflessioni notturne di una notte dormita per metà, quando il buio e il silenzio conducono senza manovratore, il movimento del pensiero.
Nella luce del giorno ripensi, tieni e scarti. Tutto senti. Un perenne e progressivo sentire ti accompagna. Fai parte di quelli che faticano a stare a galla e abbisognano di immergersi tra i fondali, fino dove il fiato e la spinta, riescono a portarli. Intrecci di vita e di morte, si sciolgono quando la luce squarcia, si calamitano a vicenda quando il buio tutto riagguanta. Ognuno la pensi come vuole. Io così la penso.


lunedì 26 novembre 2018

Impressioni in penna...Il giro dell'oca Erri De Luca




Le mie “impressioni in penna” nascono dal desiderio di far migrare nella scrittura, quello che l’anima ha visto, digerito, rielaborato. Perché a modo mio resti…





Non è la prima volta che scrivo che i libri di Erri De Luca, dovrebbero essere letti in ordine di uscita, o almeno giù di lì…Perché è cosa quasi naturale che ciò avvenga, lo senti, hai la necessità, il bisogno, che così sia. E questo suo ultimo” Il giro dell’oca”, per me ne è conferma. “Il libro più intimo di Erri De Luca”, cita la terza di copertina e io non posso che partire da questa citazione, che in pieno condivido, per scrivere le mie ennesime impressioni in penna, su questo autore che adoro. Con Erri nessuna via di mezzo o mezze misure: o ti piace e fai tuo il suo, o l’esatto contrario. Io sto col primo e mi crogiolo nella melodia, nel suono, dei suoi passaggi in scrittura, brevi, ma pregni di tutto ciò che serve, per consegnarti, in parola scritta il suo pensiero, che molti altri avrebbero fatto durare pagine. Per me la forza di Erri De Luca, sta proprio in questo: essenza e polpa dello scrivere e Il Giro dell’oca a parer mio, ne è l’emblema.



Un monologo iniziale per aprire la strada, per tracciare il cammino e il passo del libro, un dialogo aereo che conduce la trama, fatta di domande e risposte tra un sé e un altro sé, come a volersi mettere a riparo da qualche senso di colpa venuto a picchiettare, da qualche scelta troppo convinta, non da rimettere in discussione, ma da rifletterci ora, in virtù di altre, più forti, fatte a suo tempo. Un figlio mai nato nel reale, ma nato nell'intimo, un raccontarsi da padre e da figlio, tra figlio e padre, da figlio di padre, ma più di ogni altra cosa, un mettersi a nudo davanti a se stesso senza replica. Ho letto facendo notte, la luce bassa per non disturbare il sonno altrui, solo le braccia e le mani fuori dalle coperte, per reggere il libro, sfogliarne le pagine. Addosso la solita emozione “alla Erri”, quella che mi fa essere lettore al centro della storia, che mi lascia un’immaginare tutto mio, una mia interpretazione di ogni singola frase e ben oltre quella. Il sotto testo dei libri di Erri è un altro libro che insieme si legge. Sottolineo, accade ogni volta, tornerò a rileggere col fiato corto e la luce negli occhi, quei passaggi che sottolineai e che son miei, che mi appartengono, mi apparterranno. Non importa, ad Erri, della folla lettrice, né delle classifiche, lui consegna quando arriva il suo tempo di farlo e rifarlo, per partecipazione alla vita in veste di scrittore, quando ha voglia in quella veste, di sentirsi. Altrimenti altro fa, con medesimo piacere. Se non lo vuoi non lo compri, sugli scaffali delle librerie c’è sempre molta scelta, pure troppa. 

Lui c’è nella mia libreria, finché lui vorrà…


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Pit Stop L'Ultimo Imperatore...




Se ne vanno e non ne ce ne saranno altri come loro. Lasciano il terreno per mettersi alla regia, ancora e ancora, nel luogo in cui gli hanno chiamati. 
Caro Signor Bernardo,
cosa si può scegliere tra tutta la bellezza che ci ha consegnato, cosa mettere per primo, cosa dopo?...
Impossibile, quando uno ci lascia un'eredità di capolavori, una vita dedicata all'arte della cinematografia più alta, più emozionante, più...superiore! 
Lei ha curato tutto, stando dietro, accanto, davanti, alla sua macchina da presa. Nulla al caso, per consegnare perfezione. Sempre. 
Non riesco a immagine vi sia qualcuno che non abbia visto almeno un suo film. Personalmente non li ho visti tutti, ma, quelli visti, li ho visti e rivisti, da ricordarmene " i piani sequenza". 
E poi la LUCE, Signor Bertolucci, la sua luce, unica, accurata, precisa, che in una delle sue magnificenze come L'Ultimo Imperatore, già da sola tutto raccontava. 

Grazie per averci reso meno aridi, per averci tenuto alta l'attenzione, battente il cuore, nutrito lo spirito. 







domenica 25 novembre 2018

Impressioni in penna L'Intrepido ( Antonio Albanese anno 2013)

Le mie “impressioni in penna” nascono dal desiderio di far migrare nella scrittura, quello che l’anima ha visto, digerito, rielaborato. Perché a modo mio resti…


Perché i film come i libri, non hanno data di scadenza...


Caro Antonio, ieri sera abbiamo visto il tu " L'intrepido", pellicola datata anno 2013. I film come i libri, non hanno data di scadenza. Seduti sul divano, silenzio assoluto, occhi piantati sullo schermo. Immobile era anche tutto il resto, perché questo tuo film lo richiede, lo vuole, lo esige, per entrarci dentro, per farti vedere e sentire oltre quello che si vede e si sente. Poetico, struggente, attuale, forse più attuale oggi di quando uscì, o forse, la tua sensibilità, il tuo occhio attento sul mondo, il tuo calibrare su ogni reale personaggio, ti portò ad anticipare i tempi. Insomma Antonio, un film di quelli che non tutti avranno visto e capito, forse per pochi e non per tutti, o "da addetti ai lavori", come dice mia mamma cinefila e melomane, un racconto tenero ma non retorico, tra l'impossibile e il possibile, come tutte le situazioni paradossali in fondo lo sono. Tu... GRANDE! Nella tua camminata, nei tuoi silenzi, nelle tue parole sussurrate, nelle tue espressioni mai eccessive, sempre precise. 
Si vive il film ragionandoci sopra, si respira piano come piano vanno i fotogrammi, si resta zitti, ben dopo i titoli i coda. 
Grazie Antonio

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mercoledì 21 novembre 2018

Pit Stop Ascoltando, improvvisando... The Dream Machine di Pietro Noccioli



Volo leggera, non mi sorprendo del fatto che volo. Sarà un itinerario nell'aria, una rotta che ancora non prevedo, lascerò alle nuvole di suggerirmi il tracciato e al sole di indicarmi in luce, la via. Non volo troppo in alto, non ce n'è bisogno, sono nel su, nel quanto basta per vedere il sopra, per sbirciare il sotto. Intanto le braccia hanno ritmo, il ritmo di queste note che mi accompagnano nell'impresa, che fu di Leonardo, che vorrebbe di ogni uomo essere... 
Ecco, piano scendo di quota, si fa vicina la terra e l'odore di strada mi ritorna nelle narici. Il piede si posa, il fiato si appisola...


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