sabato 13 ottobre 2012

Scattiscritti "...It's a rainy day" foto di Enrico Carcasci


“Siamo stati bene vero?...” 
“Si molto, non avrei creduto.” 
“Rivedersi dopo tutti questi anni non è facile. Si ha paura di faticare a riconoscersi, di ascoltare storie tristi, di rendersi conto di quanto poco potrebbe restarci.” 
Emma parlava, Ettore ascoltava, dopo averle risposto nel modo esatto che lei, voleva. 
...It's a rainy day foto di Enrico Carcasci 
Non avrebbe sopportato quell'eterna fanciulla di settantanni, che lui le confessasse la sua avversità per le rimpatriate, per le lunghe ore trascorse nel rimembrare la giovinezza e i treni perduti per sempre.  
C’era profumo di glicine in fiore nel salotto, dalla vetrata potevi ammirare le ciocche dei suoi fiori.
Emma parlava, Ettore ascoltava, in piedi, perduto negli occhi di lei. 
Avrebbe voluto accendere l’abajour, dare un goccio d’acqua alla piantina sulla consolle, comporre il numero della figlia, per sapere le prodezze portate a termine quel giorno, dal loro nipotino. L’amore che attraversa la vita sa, per amore aspettare, per amore mentire. 
L’amore sa.

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Scattiscritti " La diversità..."



La diversità... foto di Alessandro Fontani


“Sei grigia”
“Non sei dei nostri”
“Se potessi ti staccherei! Disturbi l’armonia del ramo”
“Guarda noi? Uguali nel colore, nella brillantezza…”
La diversità...
Senza curarsi troppo lasciava che quelle parole le si asciugassero addosso come fa il sole con la rugiada del primo mattino.
Non era facile stare e sentirsi altrove, in uno spazio e in un tempo che per ora solo immaginava ma che sentiva farsi suo, avvicinarsi, con la consapevolezza del se.
Per non lasciarsi abbruttire dalle scontate compagne dal futuro già scritto, nel cinguettio dei passerotti si perdeva…


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giovedì 11 ottobre 2012

Pit Stop "Ho visto cose..."



Ho visto cose…


Ho visto un uomo in ritardo, pestare il piede sull’acceleratore per arrivare in un luogo predestinato per una festa a sorpresa…

Ho visto una donna accanto a lui aver capito la sorpresa ma per  amore tacere, questa volta fingendola solo, la sua proverbiale assenza di orientamento…

Ho visto una casa, scelta da altri non a caso, accogliere la donna sull’uscio per festeggiarla. Se qualcuno a quella donna avesse chiesto, dove avrebbe voluto che ciò accadesse, "Li", avrebbe risposto…

Ho visto anime, non persone anime, in commovente attesa aspettarla, avendo organizzato il meglio del meglio che solo l’affetto sincero sa fare, mettendo da parte gli impegni, gli orari, le distanze….

Ho visto una donna, piccola, dalla chioma bianca, che si diletta a dispensare parole scritte, rimanere muta, perché null’altro c’era da dire e fare se non ascoltare la melodia dell’emozione…

Ho visto un bimbo che impersona la vita, farsi spupazzare dai  grandi, regalando ad ognuno un preciso cammeo, che solo ognuno, dentro al suo involucro, ha saputo sentire e riconoscere…

Ho visto un’amica che non c’era, con il corpo, ma c'era con lo spirito; sorvolare sulla donna, sederle accanto, con la sua risatina di fata, di alieno, di “lei”…

Ho visto quello che solo la stima, il rispetto, la sincerità e la fiducia fanno…Cose che non si toccano ma che toccano…

Ho visto donne mettere se stesse, senza sentirsi “prima”, senza sentirsi “ultima”. Mettersi e basta…

Ho visto uomini con gli occhi lucidi domandarsi in silenzio chi l’ha detto che un uomo non possa commuoversi?...E altri telefonare dispiaciuti per poter non essere presenti, a fare proprio quello...

Ho visto una “squadra galline vincenti”… Ma questo lo diceva un’adolescente che conosco bene, quando era piccina…
E’ un’altra storia,  ma è sempre la mia…

10 ottobre 2012…

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mercoledì 10 ottobre 2012

Pennellate di parole "Furto in tela..."

  William Adolphe Bouguereau, Not too Much to carry 1895




 Furto in tela...

Ero stato così abile da dipingere uno..."scatto", e quando ebbi finito, mi complimentai con me stesso. Ancora ignoravo il significato della parola ”scatto”, ma rendeva bene l’idea, mi sembrava appropriata. 
Mi ero  sentito però come un ladro, mentre con pennelli e colori rubavo quell’attimo di vita così intima per consegnarla alla tela, per lasciarla ai posteri. 
Beatrice e Caterina, mi dissero chiamarsi. Pensai subito a ribattezzarle "innocenza" e "malizia". Che legame ci fosse tra loro non lo chiesi, ma potei immaginarlo dalla somiglianza che correva  tra le due. 
Di certo quell'attimo di complicità non sarebbe durato a lungo: l’innocenza dell’una sarebbe andata in malizia, la malizia dell’altra in opportunità. 
Il mio furto in tela avrebbe resistito…



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lunedì 8 ottobre 2012

Scattiscritti "route 66..."





 route 66...  foto di Enrico Carcasci


Quando da lontano sentivano il motore lanciato della jeep di Cristopher, si mettevano in posa. A vicenda si rassettavano, pregando ognuna il vento padrone, di mettere più forza, più impeto, nel suo movimentato mestiere, così da sganciare almeno di una il paletto, spalancarne la porta. Cristopher, perennemente in ritardo, alla bocca in metallo già aperta, si sarebbe fiondato, depositando nel ventre di ferro, cibo buono per quella giornata.
route 66...foto di Enrico Carcasci
Una sgommata polverosa e poi ripartiva.
Nella nube restavano ferme, a scambiarsi impressioni sul peso lasciato negli stomaci arrugginiti, immaginandosi il sapore del contenuto, pontificando su chi ne avrebbe del gusto goduto...

Una vita in attese la loro. E intanto calava la sera…


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