lunedì 20 maggio 2013

Scattiscritti "..è solo un miraggio."



"..è solo un miraggio." foto di Samuele Calamassi



 "La vita è come andare in bicicletta; se vuoi stare in equilibrio devi muoverti"
"La vita è come andare in bicicletta..."
...così vai procedi, scansi buche e pozzanghere, con affanno cerchi il liscio. Il dritto ti fa gola, la curva però incalza e la curiosità del dopo quella, t'assale. Guardi la strada davanti a te, pari pare. Ma quando la pedalata prende il suo ritmo la gamba si sforza, il piede spinge. A occhio non vedevi, ma ora senti nei muscoli tesi un altopiano. Si alternano le discese, appena accennate, in picchiata, di quelle che ti ghiacciano addosso il sudore, ti scompigliano i capelli. Quando scendi e riposi è solo un miraggio...

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domenica 12 maggio 2013

Pennellate di parole Le due



Klimt, Donne in gravidanza



Allungò il collo in cerca del display della sveglia sul comodino di Matteo: le una. In quegli ultimi giorni faticava a trovare una buona posizione per riposare, era tutto un sonnecchiare fino alla mattina. Quella notte poi, l’odore acre e pungente di diluente misto a colla, usato il giorno prima per il trattamento del parquet nella camera accanto, le chiudeva la gola, le toglieva il respiro.
“Basta, mi alzo, scendo”- pensò- mentre goffa a fatica si alzava da quel letto, ora, troppo basso. Matteo continuava a dormire. 
Percorse l’ingresso, scese lentamente le scale e, pesante, si coricò sul divano. Ma quella, non doveva essere notte per dormire. Dopo neanche mezz'ora sentì, avvertì, l’urgenza di fare qualcosa, qualcosa che non poteva rimandare. Guardò l’ora sul display dello stereo: le una e mezzo. Risalì le scale, e questa volta si soffermò davanti allo specchio posto in cima. Nono gli eventi incalzassero, restò qualche minuto a guardarsi, mettendosi in più pose...chissà quando e se, si sarebbe rivista così.
Svegliò Matteo che butto l’occhio alla sveglia: le due.



Giorgia era in macchina, aspettava e ascoltava la radio della notte. Genitrice in attesa. Marina aveva festeggiato il suo quindicesimo compleanno in un pub. Felice e appagata andava ora incontro a Giorgia. Un’occhiata all'orologio: le due.
Era stata puntuale.



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venerdì 3 maggio 2013

Pit Stop "brevissimo.."




"brevissimo..."

 Dovrei ripensarmi, un giorno di quelli che si fa silenzio intorno, riascoltarmi nelle pieghe, dirmi quello che non sempre ho il coraggio di dire, riconoscermi convinta la mia sicurezza e non perdermi a controbattere con chi sbandiera le sue assolute verità. Con me osare, sentirmi migliore, con immensa umiltà…





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lunedì 29 aprile 2013

Pit Stop "Tra i passi..."



  
Tra i passi...
 


Tra i passi svelti, odore di erba tagliata: invade le narici, sorprende l’aria finalmente in primavera. Il verde è intenso, le vigne germogliano. In mezzo agli ulivi qualcuno ha fatto pulizia, volendo, il passeggio è concesso. Striature bianche interrompono l’azzurro, la vanga ha smosso il terreno, le zolle si rincorrono. Stacco una corsa leggera, poco è il fiato e la gamba, torno al passo. Il corpo si scalda, i muscoli indolenziscono, primo disagio del troppo riposo. Andrà meglio domani se la volontà non mi tradisce. Mi torna l’odore d’erba tagliata nel naso, il sole va a  riposo, la porta di casa s’avvicina. Sullo stuoino il gatto m’aspetta…

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domenica 21 aprile 2013

Da 1000 a 4000 battute spazi inclusi "(...sipario, silenzio...)"



(…sipario, silenzio…)


“ Un bel respiro! Non mi basta! Meglio sei gocce di Resque Remedy, quelle fanno, mi calmano, però devo aspettare che facciano effetto. Lo chiamo sul fisso o sul cellulare? Meglio sul cellulare. E’ vero mi ha detto che vive solo…magari ha mentito..si, meglio sul cellulare, meglio. Ma avrà memorizzato il mio numero? Oddio ma gliel’ho dato? Se l’è scritto?... Eh se prima gli inviassi un messaggino del tipo “posso chiamarti, ti disturbo? Milly” Nooo via, troppo pallottolosa: lo chiamo e gli dico cosa ho da dire: “…Sera, disturbo?... Come stai, tutto bene? Senti, pensavo, ero qui che, insomma, ecco…sono stata una stupida a dire no al tuo invito,è che ho avuto l’impressione che tu mi abbia invitata perché non potevi farne a meno…insomma te e Michela avevate già fissato,io sono arrivata a discorsi ammezzati e tu, che sei carinissimo, hai trovato giusto invitare anche a me e allora per toglierti dall’imbarazzo.in fondo io..non so se tra te e Michela…insomma ho detto no ma volevo dire si…” Mm, lui, che è così gentile, educato, di quelli rari eh…potrebbe rispondere: “ Ma che dici ma quanti problemi ti fai, hai fatto bene a cambiare idea, mi fa molto piacere che tu unisca a noi, se non mi faceva piacere stavo zitto! Io sono molto diretto sai?... Allora è confermato: ritrovo in P.zzza Ciardi sabato alle 8,30. Ciao un abbraccio. ” 
“Via, le gocce stanno facendo effetto, dunque: rubrica, lettera C, scorro, eccolo, visualizza, chiama…squilla: “ Ciao, ti disturbo?...(NON MI RICORDO PIU’ NULLA!!!) No era che…volevo dirti che…ci ho ripensato, sabato…verrei anch’io…”

“Nooooooooooo... tu no! 

“(…sipario, silenzio…)


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