lunedì 14 ottobre 2013

Scattiscritti "un vigliacco..."


"un vigliacco..." foto di Enrico Carcasci

Buttato nel mare era il cielo, in quell’ora di voci andate, di figure assenti, quando la sabbia riposa, quando la schiuma amoreggia con l’acqua. 
Foto di Enrico Carcasci
Tutto questo lo vidi con un occhio solo e me lo dissi con la metà della metà del cervello rimastomi a galla. 
Esausto e zuppo era il mio corpo aggrappato alla riva. 
Se ciò che vedevo era il prezzo per chi resta, mi ringraziai per essere stato un vigliacco…





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giovedì 10 ottobre 2013

Impressioni in penna

Le mie “impressioni in penna” nascono dal desiderio di far migrare nella scrittura, quello che l’anima ha visto, digerito, rielaborato. Perché a modo mio resti…
 



"..di lui, dice..."


Lo ricordo con memoria di ragazza. Ero fuori dai cori anche a quel tempo e lo sono rimasta, forse è per questo che Luigi Vannucchi mi piaceva. Non posso dire di aver visto ogni cosa di lui, la mia età anagrafica racchiude solo una parte della sua carriera artistica. Quello che di lui mi affascinava, e che adesso con la maturità meglio individuo, era la sua profondità di uomo, il suo essere attore nelle viscere di ogni personaggio interpretato, il saperlo trasformare, come un'appendice di se, come un tutt’uno con lui Luigi.  Essenza pura Vannucchi, con quello sguardo posato lontano, con lo stesso sempre in domanda, sempre in ricerca di un tempo in cui collocarsi.
Ora che dalla sua pagina mi passano immagini, foto che gli appartengono, con umiltà e “sentito” personale, voglio provare a vederlo oltre lo scatto, oltre l’attimo in cui lo hanno… “impressionato”, provare a leggerci lui che di lui, dice… :
 
“Fatico a starci, nel mio qui nel mio ora, vivo le vite degli altri per trovare la mia, ogni copione, ogni personaggio lo faccio mio lo prendo in me, lo accompagno, mi lascio accompagnare. Non avrei potuto fare altro di quello che sto facendo, reinventandomi ogni volta, tracciandomi di linee nuove, osservandomi da più parti. 
Perdonatemi se non sto abbastanza con tutti voi…”

  


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Luigi Vannucchi


 

venerdì 4 ottobre 2013

Impressioni in penna "Pensieri in... Zero"



Le mie “impressioni in penna” nascono dal desiderio di far migrare nella scrittura, quello che l’anima ha visto, digerito, rielaborato. Perché a modo mio resti…
 

  "Pensieri in...Zero"


 Mentre i coetanei inseguivano i sogni, lui già stava nel suo. Adolescente su di un palco, sotto le luci della ribalta, nei locali a farsi le ossa. 
Un passo di danza, un volto in maschera, le note in gola. Questo si sentiva, questo voleva di lui restituire, prendendosi per mano, accompagnandosi fiducioso sul cammino in salita del successo, credendoci, cosi com'era, fasciato in panni di paillette e lustrini, panni calzanti, panni suoi, panni della sua anima. 
Cresciuto a pane e teatro, modificandosi nei ruoli come il tempo fa con le stagioni dell’età, senza tradirla, sempre adattandosi.  
Talento, pancia, sentimento. Indispensabili ingredienti per arrivare al dono della consegna, quello che fa migrare da "l'io al noi"sensazioni ed emozioni precise, profonde, capaci di farci vibrare, di ammutolirci nell’ascolto. 
Renato, un animale da palcoscenico che non si risparmia, un corpo che accompagna una voce che veste una storia. 
Renato ha cantato argomenti scomodi, facendo arrossire i bigotti, riflettere le menti libere. 
Renato ha saputo combattere il "suo" tempo, gli è andato oltre, è stato se stesso, lo rimane. 
I suoi capelli negli anni si sono accorciati, la chioma si è un po' diradata, ha preso qualche chilo di maturità, qualche ruga di saggezza, e la voce è andata scaldandosi.
Con pacatezza e un pizzico di malizia che mai guasta, continua a farci riflettere, su noi, sul mondo, su ciò che rimarrà dopo il nostro passaggio...


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Scattiscritti " Fragole infinite"



"Fragole infinite" foto di Enrico Carcasci



“Vorrei gustarti immergendomi nel tuo bianco, addentando il tuo frutto in caramello. 
...fragole infinite...
In punta di forchetta pungerti di brividi, morderti di baci. 
Di piccoli bocconi t’imboccherei nella luce del giorno, nel buio della notte.”
 

Non ebbe il coraggio di intaccare la fetta. Si alzò dal tavolo, pagò il conto. 
Per sempre fragole infinite…



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Scattiscritti " A capo."




"A capo" foto di Samuele Calamassi


"A capo?"
"A capo"
Ci abbracciammo forte, ci baciammo piano, forse avremmo dovuto suggellare quel momento facendo l'amore ma eravamo al telefono e non era possibile.
"Oddio sono in ritardo!- dissi io-
Foto di Samuele Calamassi
" Si anch'io devo scappare, Marco mi sta aspettando da un cliente. Anzi fammi vedere, mi sa che mi ha inviato almeno tre messaggi- disse lui, dopo aver tirato fuori dalla tasca il cellulare e appurato ciò che aveva detto-
La casa, la nostra, restò vuota. Chiusi in fretta, lasciai lì le mie parole. Continuarono a rimbalzare sulle pareti, ad appoggiarsi sui mobili, a nascondersi negli angoli. Non le volevo con me, non volevo rimuginarci sopra, non mi sarebbe servito.
Di dove andarono le sue non lo seppi.





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