"Le narrazioni che mi interessano di più hanno sempre un contatto con il mondo reale. Nessuna delle storie che scrivo è successa davvero. Ma c'è sempre qualcosa, un elemento, una cosa che mi è stata detta o che ho visto, che potrebbe essere il punto da cui partire." Raymond Carver
mercoledì 30 aprile 2014
Pit Stop "Rughe"
Più non mi adombro
quando il volto allo specchio mi passa.
Non le conto
né maledico
quelle tracce di vita
che matura mi fanno.
Uguale tutti i giorni
non mi accolgo:
dipende dall'umore che sento
dalla notte in riposo o insonne.
Gli occhi dicono
ciò che l'anima mormora
il passato "ruga"
il futuro avanza.
Incalza il presente
da viversi
ora...
martedì 22 aprile 2014
Pit Stop "In un ricordo altalenare..."
"In un ricordo altalenare..."
"Inarchi la schiena..." Questo era il punto di partenza di ogni inizio dondolio. Inarcare la schiena, serrare le cosce, spingere le punte dei piedi ben dritte all'indietro, darmi la prima spinta. Poi la seconda, la terza la quarta e così via, prendendo forza, velocità, spingendomi in quell'alto irraggiungibile. Finché giungeva l'attimo preciso in cui l'altalenare sembrava fermarsi nell'aria, pareva dirti che così bastava. Rilassata andava la schiena, ciondolanti le gambe, e avvertivo la frescura sul corpo, l'odore della mia pelle nelle narici.
Momenti di nessun pensiero, rari per me, pensatrice indefessa anche in giovane età, quei dondolii consumati per lo più sulle altalene del Bagno Firenze,a Fiumetto, Marina di Pietrasanta.
La scrittura degli altri porta a galla ricordi creduti per sempre dimenticati. Bello, mi piace, è come rientrare nel guscio di allora, rivedermi nelle mie fragilità consegnate a due catene e un seggiolino. Sono anni che un'altalena non mi accoglie, dovrò porvi rimedio, vedere se la spinta mi riesce ancora, se la paura della velocità e dall'altezza come un tempo paura non mi fanno.
Dipenderà dallo stato d'animo in cui mi consegno, dalla giornata che addosso mi porto, dal desiderio che ho di tornare nei panni di quel ricordo.
E non so se quei panni, più di quelli di adesso mi piaceranno...
Grazie Errico...
"Inarchi la schiena..." Questo era il punto di partenza di ogni inizio dondolio. Inarcare la schiena, serrare le cosce, spingere le punte dei piedi ben dritte all'indietro, darmi la prima spinta. Poi la seconda, la terza la quarta e così via, prendendo forza, velocità, spingendomi in quell'alto irraggiungibile. Finché giungeva l'attimo preciso in cui l'altalenare sembrava fermarsi nell'aria, pareva dirti che così bastava. Rilassata andava la schiena, ciondolanti le gambe, e avvertivo la frescura sul corpo, l'odore della mia pelle nelle narici.
Momenti di nessun pensiero, rari per me, pensatrice indefessa anche in giovane età, quei dondolii consumati per lo più sulle altalene del Bagno Firenze,a Fiumetto, Marina di Pietrasanta.
La scrittura degli altri porta a galla ricordi creduti per sempre dimenticati. Bello, mi piace, è come rientrare nel guscio di allora, rivedermi nelle mie fragilità consegnate a due catene e un seggiolino. Sono anni che un'altalena non mi accoglie, dovrò porvi rimedio, vedere se la spinta mi riesce ancora, se la paura della velocità e dall'altezza come un tempo paura non mi fanno.
Dipenderà dallo stato d'animo in cui mi consegno, dalla giornata che addosso mi porto, dal desiderio che ho di tornare nei panni di quel ricordo.
E non so se quei panni, più di quelli di adesso mi piaceranno...
Grazie Errico...
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lunedì 21 aprile 2014
Scattiscritti "Così sia..."
"Così sia..."
Quando il giorno va in sera, il crepuscolo la sua va a dire.
Non son mai le solite frasi, gli stessi pensieri, cambia il ritmo, l'intensità, di come vengon detti. Dipende dall’aria che tira, dal colore che primeggia, da quell’andamento lento o allegretto che ha marcato la giornata già in remoto.
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| Tramonto a Montepaldi foto di Rebecca Lumachi |
E’ così che il tramonto s’annuncia, con le nuvole d’acqua in agguato, con le bianche d’afa a punteggiarne la sera in calura, con le stelle ancora fievoli e la luna prossima, sotto un cielo terso da disegno di fanciullo.
La tavolozza è in fremito. L’arancio scalpita, il giallo sotto spinge, mentre il rosso si batte per dircela tutta...
Il sole?... Il sole sempre reggia! Che sia in pallore o in foco, striato di nero o di una tinta indefinita e indefinibile che nemmeno il pittore gli da nome.
Noi mortali non si può che a ogni mossa di natura sovrana soccombere, predisporre l’occhio alla visione e l’anima all’ascolto. Le emozioni comandano. Per chi le vuol sentire, per chi se ne vuol nutrire.
La tavolozza è in fremito. L’arancio scalpita, il giallo sotto spinge, mentre il rosso si batte per dircela tutta...
Il sole?... Il sole sempre reggia! Che sia in pallore o in foco, striato di nero o di una tinta indefinita e indefinibile che nemmeno il pittore gli da nome.
Noi mortali non si può che a ogni mossa di natura sovrana soccombere, predisporre l’occhio alla visione e l’anima all’ascolto. Le emozioni comandano. Per chi le vuol sentire, per chi se ne vuol nutrire.
Ma c’è chi ignora, perché la voglia e il tempo di imbattersi in quelle, forte impaurisce.
Il tramonto comunque avviene. Si ferma in ogni data, ad ogni novella alba riconduce.
Così sempre, così sia…
Il tramonto comunque avviene. Si ferma in ogni data, ad ogni novella alba riconduce.
Così sempre, così sia…
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domenica 20 aprile 2014
Scattiscritti " Tutto il resto noia..."
"Tutto il resto noia..." foto di Marco Ciani
“Che dite verranno?
“Probabile più tardi”
“Avranno da dirsi facezie o cose importanti?”
“Che importa. Siederanno, condividendo quel resta del giorno.”
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| Londra anni '80 Hide Park foto di Marco Ciani |
C’era vuoto ancora, buttate alla rinfusa le sedute e il bianco e nero non lasciava immaginare che tempo fosse in cielo.
Loro attendevano, di essere riempite di corpi e movimento, di ascoltare in silenzio per mettere a memoria. L’importante era il brulichio delle voci che la bella stagione ogni anno riporta, le briciole intorno ai legni della struttura, il buon odore dei bimbi sporchi d'erba e gelato.
Loro attendevano, di essere riempite di corpi e movimento, di ascoltare in silenzio per mettere a memoria. L’importante era il brulichio delle voci che la bella stagione ogni anno riporta, le briciole intorno ai legni della struttura, il buon odore dei bimbi sporchi d'erba e gelato.
Tutto il resto noia…
mercoledì 16 aprile 2014
Scattiscritti "...anagrammi d'estate..."
"...anagrammi d'estate... foto di Marco Galeotti
Ma gli andava già bene se non andavano in vaso, con l’ acqua dimenticata d’esser mutata...
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| "...anagrammi d'estate..." foto di Marco Galeotti |
Appena l’aria si farciva di calore e il sole resisteva più della luna, le Signorine Ripa di Pave, sorelle ormai votate al nubilato, amavano trascorrere un breve periodo di vacanza nella tenuta del Conte Grona, ambito e affascinante nobiluomo della casata di San Pamoca. Cosa non avrebbero dato le attempate sorelle perché lo sguardo del Nobile si fosse posato per un istante su di una di loro, prima che il vento le spampanasse tutte.
Ma gli andava già bene se non andavano in vaso, con l’ acqua dimenticata d’esser mutata...
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