domenica 2 febbraio 2014

Pennellate di parole... "Presenze..."



Vermer Donna in blu Rjjks Museum Amsterdam   


"Presenze..."



Era un vero problema! Ci metteva, ci toglieva ma soprattutto non sapeva mai dove ci lasciasse. E poi si ostinava si, si ostinava di brutto a voler far senza di noi! E così, sempre a lamentarsi delle rughe in aumento intorno agli occhi! Per forza, con tutto quello strizzali per mettere a fuoco, a chi non sarebbe successo?... All’inizio è stata una tragedia. Eravamo soli, unici, sballottati dalla scrivania alla borsa, al comodino, di nuovo alla scrivania per poi tornare nella borsa. Vita grama, non c’era pace, manco il tempo necessario per una ripulitina, una sosta in piano, un guardarsi intorno. Poi, finalmente ha trovato una promozione: “valore 180 euro con 29 li prendi” ! Ci siam sentiti riavere, ci siamo messi in attesa, eravamo curiosi di conoscere gli altri, che montatura avrebbero avuto, che gradazione, lenti neutre o fumè?...
E’ accaduto ai primi d’agosto, una goduria, siamo andati in ferie addirittura in tre! Si perché con quel prezzo stracciato ne ha presi anche un paio di quelli da banco e così ci ha distribuito: noi vecchiotti, in dotazione al pc., quelli da banco, emergenze in casa, e i novelli fissi in borsa, con la loro elegante custodia rigida e la montatura ultimo grido. Un’altra vita via! Un meritato riposo, un luogo fisso dove poter finalmente fare qualche conoscenza, mantenerla nel tempo, scambiarci due battute. Ah, dimenticavamo: la vista le è calata parecchio: da 1,50 diottrie mancanti,è passata a 2,25. Oh bella, che dobbiamo invecchiare solo noi?.. :) :) :) ​


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Scattiscritti "C'è forza nell'aria..."






"C'è forza nell'aria..." foto di Mauro Boc



La Cappellina foto di Mauro Boc
C'è forza nell'aria che mi circonda, sembra volermi agguantare, darmi rinascita. Se tu sei un soffio, sopra di te devo soffiare, non per allontanarti troppo ma solo per spingerti un po' più in la, a giusta distanza, dove volendo se voglio posso vederti col pensiero, sentirti nell'anima.
Mi sto attardando, il prete in canonica mi attende, l'uomo che sposo sta per raggiungermi. Ci prenderemo a scatola chiusa, io con i miei fantasmi, lui con la sua difficoltà di concedersi. Forse è per questo che abbiamo deciso di affrettare le cose, per poco riflettere, per darci modo di scartarci l'uno con l'altro dopo.
Sarà una cerimonia intima, una funzione religiosa minimal, solo le domande di rito, le benedizioni di prassi. Poi, una colazione frugale all'ombra dei cipressi di un casolare in affitto, dove solo noi due ci fermeremo per la notte, l'unica del nostro viaggio...

Torno a me, torno nel dove, da dove devo ripartire. Gli scalini mi spazzano via, la strada che porta alla cappellina mi attira. Pochi i passi e intravedo sul piccolo sagrato il prete che mi attende. Passeggia irrequieto, presagisce fantasmi. Entro in chiesa che lui, Don Lamberto, mi ha già preceduto. Non si volta, mi da le spalle, sembra perdere tempo rinnovando i ceri, svuotando il cassettino delle elemosine. Mi siedo sull'ultima panca. Silenzio. 
Quando il respiro di Filippo mi annuncia la sua presenza, Don Lamberto si gira, con sguardo pietoso ci abbraccia.
In attesa di un suo cenno, ci prendiamo per mano...


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martedì 28 gennaio 2014

Pit Stop "Dovremmo poter vivere due volte, facciamo tre..."




"Dovremmo poter vivere due volte, facciamo tre..."



Dovremmo poter vivere due volte, facciamo tre, sapere dalla prima cosa portare nella seconda, da vecchi sapersi riconoscere cosa  davvero vogliamo fare da giovani. Sarebbe un reinventarsi, un consegnarsi alla nascita sapendo dove andare. 
Lo pensavo stamattina ad alta voce, mentre la colazione finiva e la giornata iniziava. Ho pronunciato piano, soppesando ogni parola, con quell’espressione pensierosa che chi mi conosce bene, sul mio volto spesso ritrova. Marco ha condiviso con me questo breve momento, questa riflessione già fatta un sacco di volte, questo mio rimuginare di primo mattino. Sospirando e annuendo con la testa ha detto:“Si, hai ragione”. 
Noi, cinquantenni del 2014, siamo stati di quelli che nel lavoro hanno creduto, faticando neanche poi tanto a trovarlo, non più tardi dei venticinque abbiamo messo su famiglia, preso in carico le nostre responsabilità, portandole avanti fino ad ora e, già sappiamo, anche dopo, con uno spirito di abnegazione ovvio, naturale, mollando ogni tanto le briglie a qualche caduta di stile, a qualche lazzo, che all’avanzare dell’età va concesso. 
In tre batter di ciglia( giusto per avere il tempo d’abituarsi) abbiamo visto migrare lontano ogni certezza con fatica accumulata, i sogni messi da parte per i giorni di vecchiaia, quelli più vicini già in procinto di spiccare il volo. Arrabattati dentro un quotidiano che di scontato ormai non ha più nulla, guardiamo di nascosto l’orizzonte con paura.

Dovremmo poter vivere due volte, facciamo tre, invertire le grinze della nascita con quelle della vecchiaia, ricordare a memoria gli sbagli, trasformarli in vittorie. Con passione quanto basta, rendi conto quanto serve, con smisurato amore per noi, sempre…



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lunedì 27 gennaio 2014

Pit Stop Giornata della Memoria "Danke..."


"Danke..."


Quando vennero a prendermi avrei voluto baciarli
andar loro incontro con le braccia tese
aggrapparmi alle loro divise. 
Ma non avevo le forze per farlo
 il passo nei piedi
la spinta necessaria per lasciare il mio loculo
 far scricchiolare le ossa sotto la pelle rimasta. 
Tirava venta
 soffiava sulla neve rinnovata durante la notte
 spazzava la sporcizia nella baracca. 
Il gelo trafiggeva il mio cranio nudo
 come spillo pungeva le mie orbite quasi orfane d’occhi. 
Avrei voluto andar loro incontro
 mettere le mie dita di gallina sui palmi in guanto
lasciarmi condurre dovunque volessero. 
Priva di tutto
se non di questa testa che ora sembra enorme 
svuotata di pensieri ma non di attese
 mi feci prendere
come sacco di avanzi marci 
andai in carriola.

“Danke”
  dissi 
“Grazie di liberarmi dalla vita”
in bocca mi incespicai
troncando le ultime parole
l’ultimo pensiero…


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domenica 26 gennaio 2014

Impressioni in penna..."Il Capitale di Virzì"

Le mie “impressioni in penna” nascono dal desiderio di far migrare nella scrittura quello che l’anima ha visto, digerito, rielaborato. Perché a modo mio resti…



“Il Capitale di Virzì…”
 

Quando vanno i titoli di coda vorrei attendere un poco prima di lasciare la sala. Il silenzio che dentro ho raccolto, meriterebbe di essere subito ascoltato. Ma la gente incalza per uscire e allora lo lascio in deposito, cerco di rimetterlo poi in parole scritte.

Con questo film Paolo Virzì abbandona “la macchia per l’impressione”, per dirla in pittoreschi termini. Un Vincenzo Lega, un Giovanni Fattori che lasciano la costa livornese per i boulevard parigini, consegnandosi all’internazionalità. Capitale Umano è un film neorealista che porta la data di oggi, è lettura cruda, essenziale, di quest’ultimo ventennio balordo, dove il peggio di noi ci ha sopraffatto. Geniale lo snodarsi del film in capitoli, il consegnarci la storia vista e rivista da punti "umani" diversi, l’aver preso per ogni ceto sociale un suo rappresentante, che alla stessa amara riflessione riconduce. Sorrido alle polemiche leghiste, qualsiasi altra collocazione regionale o inflessione dialettale, avrebbe sortito lo stesso risultato. Il nostro paese è marcio, tronfio di ricchezza non sudata, di imbecilli da comprare con una firma in calce, di valori a cui abbiamo dato una data di scadenza. Nessun protagonista, nessuna prima donna in questo film che resta, ma una corale interpretazione, come nei giorni del vivere vero, dove ognuno ha il suo ruolo, fa la sua parte, e alla fine i fatti davvero appaiono…” realmente accaduti”. Bellissima la scelta del teatro già in avanzato stato di decomposizione, il suo nome così usuale che a molti già morti riconduce.
 Metafora di una morte globale già da tempo annunciata?...



Luca addobba di pipistrelli i vetri di Natale, Serena in se racchiude ciò che di meglio maschile e femminile insieme, sanno dar vita. 
Loro sono… il nostro Umano Capitale.

Grazie Paolo Virzì… 



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