giovedì 5 dicembre 2013

Pit Stop " Un guerriero"


"Un guerriero"



Quando ebbe finito di prepararsi per quell’ennesima battaglia, cercò il silenzio, posò lo sguardo sull’orizzonte. Per la prima volta in vita sua gli venne voglia di specchiarsi. L’acqua del ruscello appena mossa, fece al caso suo. Controllò la vestitura, il suo corpo in assedio, la grandezza e perfezione del copricapo. Si scrutò il volto, lo trovo spennellato di vita in passato, nervoso di futuro da scriversi. Si ammirò, si commosse, soddisfatto per ciò che era, orgoglioso per ciò che sarebbe stato. Nei polsi sentì la vita scorrere, nel cuore il ritmo dei giorni, nello spirito l’adolescenza mai andata. 
Poi chiuse gli occhi, si concentrò su quella sfida in attesa e per un attimo, un attimo solo, la stanchezza lo assalì, sentì il peso degli eventi che ti scelgono. Quando li riaprì, un’aquila reale volava sopra la sua testa, e per un attimo, un attimo ancora, desiderò perdersi con lei nel volo.

Si fece rumore intorno; di cavalli in galoppo, di grida incitanti, di tempo pronto per battagliare di nuovo. Determinato prese il comando. Come sempre è stato, come sempre sarà…

…al mio carissimo amico Stefano… 


lunedì 2 dicembre 2013

Scattiscritti "Riflessi" foto di Paolo Virzì




"Riflessi" foto di Paolo Virzì





"Fuga all'alba come nei romanzi d'avventura Foto di Paolo Virzì
Lasciò il passato prossimo alle spalle come fosse già oltre il remoto. Il cielo si tingeva di rosa, il giorno di luce. Sarebbe stata una giornata lunga; la sveglia suonata a cavallo della notte, il viso sciacquato di fretta, un cappuccino da consumarsi in scatola. Però con se aveva tutto, o meglio tutto ciò di cui non avrebbe potuto fare a meno. Dopo lo scatto appoggiò la testa allo schienale della seduta assegnata. C’erano ore fredde da scaldarsi sul giornale del mattino, occhi da posare sul paesaggio in movimento. Solo contorno alla pietanza della sua vera vita…


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venerdì 29 novembre 2013

Pennellate di parole.. "Anita"




"Donna sulle scale" 1825 Casper David Friedrich



"Anita"



Anita, con la veste che le struscia nel silenzio, coi pensieri che le bollono sotto la cuffia . Non ha età Anita, se non quella che ogni mattino la notte le lascia addosso. Anita si scalda con il sole se c’è, si fredda di vento se arriva, di pioggia si bagna se d’un tratto scroscia. Di lei si sa solo il lavoro, incessante e devoto, come se oltre quello non avesse vita.

Faticò Anita quel giorno a portarsi in cima alla scala, a percorrere il corridoio angusto, ad aprire le stanze per arieggiarle, portando ordine dov’era avvenuto passaggio. C’era in lei una stanchezza di movimenti, una fatica di pensiero, che neanche le storie abbandonate in quei letti, avrebbero potuto rinfrancarla. Si fece bianco in cielo e fiocchi come girasoli, cominciarono a scendere in corsa. Anita dovette affrettare il fare, ingranare i pensieri. La neve entrava silenziosa dai finestroni spalancati, ghiacciava l’aria, s’adagiava poltiglia sui pavimenti. A ritroso affrettandosi facendosi forza, chiuse di ogni camera i vetri, tirò sopra i pesanti tendoni.

Giunta all’ultima prese slancio, volò coi fiocchi…





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