venerdì 3 luglio 2015

Da 1000 a 4000 battute spazi inclusi Soraya




“Questo è l’unico modo di…”Lasciò la frase nel pensiero e in sospeso, non aveva nessuna voglia di continuarla, nemmeno a mente. La piazza era in movimento, tutto aveva il suo ritmo, il suo perché, il suo da farsi. Tranne lei, seduta nell'unica striscia d’ombra rimasta disponibile, con un panino con tre morsi dati in mano, una bottiglietta d’acqua con un ultimo sorso e una mezza giornata di luce e calore già trascorsa alle palle. Anche per quell'ora per quel giorno, Lui era passato. Senza vederla, senza sapere che c’era, Lui “pedalatore instancabile di città” come lei lo chiamava non sapendone il nome. Fermarlo? Abbordarlo? Piantargli un sorriso tra la ruota e lo sterzo? No, impensabile. E poi dopo cosa gli avrebbe detto, come avrebbe giustificato lo stop? Soraya dette il quarto morso al panino, masticò con cura, bevve l'acqua rimasta. Tutto si consumava in un clik: stessa inquadratura, stesso frammento di vita altrui rubacchiato in un fotogramma, stessa modalità nello scatto, per costringersi a non rivederlo ma immaginarlo. 
 Sentì il sudore sotto lo chador, raccolse i resti del pranzo di strada, prese il passo. 
Piano, con lo sguardo alto, con gli occhi nell'amore.  


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Foto di Fabrizio Giacomo Lombardo

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