giovedì 27 giugno 2013

Impressioni in penna... "...memorizzo e ripenso..."


Le mie “impressioni in penna” nascono dal desiderio di far migrare nella scrittura, quello che l’anima ha visto, digerito, rielaborato. Perché a modo mio resti…


“…memorizzo e ripenso…”


Le lunghe braccia da trampoliere incollate al manubrio, la testa comanda, la schiena segue, le gambe spingono. Lui non c’è per nessuno, in perfetta simbiosi coi pedali, in amore con le ruote. Una tempesta di primavera porta l’inverno, la neve bufera sui muscoli tesi, schiaffeggia il volto, gela le ossa. Lui squarcia quel caos fuori stagione, vince. Mi piace questo Vincenzo Nibali, Enzo, “Lo Squalo dello stretto”, ha la passione nell’ anima, la forza nel midollo, l’impegno nel cuore, semplicità e riconoscenza negli occhi. La vittoria gli scoppia in mano, sembra non trattenerla, quasi non fosse sua, mentre il sudore gli si ghiaccia addosso e la fatica gli si acquieta. Con umiltà assapora, centellina, quel tornado di emozioni che ora più di quella tormenta squarciata poco prima, tutto lo avvolge, lo alza, lo stordisce. Ma è solo un attimo, già lo sguardo torna terreno, il pensiero corre agli affetti, già focalizza nella mente il prossimo traguardo da rincorrere. 
Quando la giornalista della RAI lo reclama alla ribalta mediatica, non si sottrae, i microfoni attendono, le domande incalzano, con garbo, compostezza e con una tranquillità spaventevole risponde, sorride, come se quell’impresa sportiva, che solo un’alchimia perfetta tra testa e corpo rendono possibile, non gli appartenesse. Le parole di circostanza a domande troppo spesso scontate si rincorrono, si ripetono. Vincenzo di nuovo è già oltre: alla sua famiglia, quella messinese, quella adottiva in terra toscana, a sua moglie, alla sua squadra, alla sua bicicletta, provata come lui in ogni sua parte, ma già pronta per la ripartenza. 
Le bandiere blu del “Fan Club Nibali” svolazzano nel cielo in tregua da pioggia, la moglie Rachele, contagiata dalla semplicità del suo “Squalo”, serafica risponde al giornalista che lei di ciclismo non ne capisce nulla, ma in compenso ne sa abbastanza di tranquillità e serenità familiare e di questo…“allenamento”, ha cibato con amore il suo Vincenzo in questi lungi mesi di preparazione al Giro. 
La diretta su un'Italia in maglia rosa si conclude, sfumano le immagini di sana gloria, spengo il televisore, memorizzo e ripenso… 
Mi piace questo Nibali, bisogna ci scriva su qualcosa! 
Intanto “ I mi’ Nassi preferito”, che con Enzo è legato a filo doppio, con orgoglio mi racconta: 
“La prima volta che Enzo e Rachele sono usciti insieme, lui aveva la bici nella bauliera della macchina, allora lei gli ha detto: 
"Certo che sei proprio appassionato, ti porti anche la bici appresso"! 
E lui: 
“Veramente io con la bici ci lavoro!!!..." 
 E questa la dice lunga…

 


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lunedì 17 giugno 2013

Da 1000 a 4000 battute spazi inclusi " Pensieri in...pensione..."




 "Pensieri in...pensione..."


 Mercoledì 12 giugno 2013

Viene quel tempo: di ore da pensarci che fare, di luoghi rimandati ora pronti alla visita. Il passato però spinge ancora forte, gli anni in lavoro stanno in fila, l’esuberanza della gioventù si accapa, la pacatezza della maturità sovrasta. Molti i capitoli da rileggere, impossibile quantificare le pagine intonse da scrivere con la penna nuova. Con ritrovata emozione e una sorta di timore, si osserva quel mondo tutto nostro, finalmente libero da compromessi. Un’organizzazione di cose, eventi, lasciati che credevamo persi, mette in caos la mente, ci agguanta, ci destabilizza addirittura. Ma sarà solo un attimo, un respiro un po’ più lungo, un resettarsi a fin di bene. Poi quei sapori che credevamo unici, insostituibili, cederanno il palato a nuovi connubi, sperimentanti gusti. 
Sarà un continuo andare e tornare, fino a trovare l’essenza del fatto, il mistero del da farsi.

La bicicletta pisola, la gamba ogni tanto viene meno, ma non è tempo per riporre né l’una né l’altra.

Una giornata in odore d’inchiostro e gesso…mette a posto tutto…



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lunedì 20 maggio 2013

Scattiscritti "..è solo un miraggio."



"..è solo un miraggio." foto di Samuele Calamassi



 "La vita è come andare in bicicletta; se vuoi stare in equilibrio devi muoverti"
"La vita è come andare in bicicletta..."
...così vai procedi, scansi buche e pozzanghere, con affanno cerchi il liscio. Il dritto ti fa gola, la curva però incalza e la curiosità del dopo quella, t'assale. Guardi la strada davanti a te, pari pare. Ma quando la pedalata prende il suo ritmo la gamba si sforza, il piede spinge. A occhio non vedevi, ma ora senti nei muscoli tesi un altopiano. Si alternano le discese, appena accennate, in picchiata, di quelle che ti ghiacciano addosso il sudore, ti scompigliano i capelli. Quando scendi e riposi è solo un miraggio...

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domenica 12 maggio 2013

Pennellate di parole Le due



Klimt, Donne in gravidanza



Allungò il collo in cerca del display della sveglia sul comodino di Matteo: le una. In quegli ultimi giorni faticava a trovare una buona posizione per riposare, era tutto un sonnecchiare fino alla mattina. Quella notte poi, l’odore acre e pungente di diluente misto a colla, usato il giorno prima per il trattamento del parquet nella camera accanto, le chiudeva la gola, le toglieva il respiro.
“Basta, mi alzo, scendo”- pensò- mentre goffa a fatica si alzava da quel letto, ora, troppo basso. Matteo continuava a dormire. 
Percorse l’ingresso, scese lentamente le scale e, pesante, si coricò sul divano. Ma quella, non doveva essere notte per dormire. Dopo neanche mezz'ora sentì, avvertì, l’urgenza di fare qualcosa, qualcosa che non poteva rimandare. Guardò l’ora sul display dello stereo: le una e mezzo. Risalì le scale, e questa volta si soffermò davanti allo specchio posto in cima. Nono gli eventi incalzassero, restò qualche minuto a guardarsi, mettendosi in più pose...chissà quando e se, si sarebbe rivista così.
Svegliò Matteo che butto l’occhio alla sveglia: le due.



Giorgia era in macchina, aspettava e ascoltava la radio della notte. Genitrice in attesa. Marina aveva festeggiato il suo quindicesimo compleanno in un pub. Felice e appagata andava ora incontro a Giorgia. Un’occhiata all'orologio: le due.
Era stata puntuale.



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venerdì 3 maggio 2013

Pit Stop "brevissimo.."




"brevissimo..."

 Dovrei ripensarmi, un giorno di quelli che si fa silenzio intorno, riascoltarmi nelle pieghe, dirmi quello che non sempre ho il coraggio di dire, riconoscermi convinta la mia sicurezza e non perdermi a controbattere con chi sbandiera le sue assolute verità. Con me osare, sentirmi migliore, con immensa umiltà…





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