venerdì 20 giugno 2014

Pit Stop " Vorrei"

"Vorrei"
 
Vorrei isolare il cervello dal resto, mandarlo in pausa, ordinargli “fermati”! Che mi lasciasse in pace, che mi mandasse in trasferta. 
Vorrei non vedermi l’espressione corrucciata che invece sullo specchio mi vedo, avere lo sguardo in luce, i tratti del volto spianati. 
Vorrei riuscire a fermarmi su quello che faccio e non su quello che dovrei ripensando al non fatto. 
Vorrei non essere qui, tra una passata di straccio sul pavimento e  un pensiero da inviare in rete. 
Vorrei essere in cammino, con scarpe comode e nulla nelle tasche per potermi rintracciare. 
Vorrei prendermi ferie da me stessa, tramutarmi in altro. 
Di certo qualcosa sarei. Di certo non quello che ora sono..

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venerdì 13 giugno 2014

Pit Stop "...in volo..."

"...in volo..."


E’ presto, il caldo avanza e vorrei continuare ancora un poco a dormire. Resto qualche altro minuto, mi giro rigiro nel letto, mi alzo. Succede spesso ma la colpa non è della calura ma dei pensieri. Si accatastano gli uni sugli altri, si accumulano, prevaricano, impazzano nella mia testa, fatico a contenerli. E allora già rammento che mi alzavo presto anche nel passato inverno, autunno e primavera, e che non c’è più quella bella stagione per dormire di gusto. Mi sembra di sentirmi forte, o forse forte lo sono davvero, ma un groviglio lo stomaco attanaglia, una matassa che invece di dipanarsi si attorciglia sempre più. Insomma cosa faccio?... Semplice, VIVO! Vivo nei giorni che in fila si mettono, vivo per le magagne, i problemi tosti che addosso mi alitano e che dovrò affrontare, senza se e senza ma, vivo per provare a reinventarmi un futuro incerto, per tentare di andare in vecchiaia in modo decoroso. Faccio tutto questo senza un preciso obbiettivo prefissato, coerenza, strategia. Lo faccio e basta, viene da se, tutto mi porta, tutto mi conduce, tutto va. 
Le mongolfiere sono in volo, Tatiana stamattina le ha fermate in uno scatto. 
Librarmi con loro. Cos'altro se non questo?...

Buona giornata a tutti



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Mongolfiere sulla valle foto di Tatiana Baccetti

martedì 10 giugno 2014

Impressioni in penna..."Sfila la storia..."


Le mie “impressioni in penna” nascono dal desiderio di far migrare nella scrittura quello che l’anima ha visto, digerito, rielaborato. Perché a modo mio resti…

“ Sfila la storia…”

Montespertoli, 8 giugno 2014

La calura scioglie, le bestie scalpitano, il giardino risuona di zoccoli, di popolo in chiacchiere, di cinguettio in trine. Il castello di Sonnino anche quest’anno accoglie la partenza del Gruppo Novecento per la storica sfilata per le vie di Montespertoli. 
Le porte in affaccio sul parco sono aperte, donne, uomini, ragazzi e bambini di ogni età, ne varcano in presente la soglia, ne escono in passato. Accade sempre così, ad ogni chiusura di Festa del Vino, dove un giorno di giugno d’oggi, va a prenderne uno in un giugno di ieri. 
Sta sospeso il tempo, cambiano i volti, si fanno antichi gli odori, e quel muoversi piano che più non ci appartiene torna a condurre. Nulla è lasciato al caso. Un’atmosfera da paese in ricordo dilaga. 
Giacomo Tinacci, fondatore del Gruppo, con maniacale passione dirige da anni questa splendido gioco del rievocare, controlla ogni dettaglio, ad ogni figurante “spulcia” il costume, impartisce le consegne, colloca i “personaggi” all’interno del corteo. Tutti si prestano al rito, accolgono con rigore il suo volere garbato e competente, si immedesimano in questa corale commedia da riportare ancora una volta in scena. 
Per la prima volta partecipo alla sfilata, col mio abito da popolana messo insieme all’ultimo momento, col mio cesto di petali da lanciare con grazia al pubblico presente al nostro passaggio. Il mio posto è dietro un carro trainato da un solo cavallo, fanciulle in abiti fioriti che figlie potrebbero essermi, sopra vi siedono. 
Aspetto la partenza, mi commuovo guardandomi intorno. La vita di ieri mi abbraccia: quella dei mestieri poveri, dei coloni in fatica, della nobiltà in veletta e calzari. 
Non so se ciò che ora siamo renda giustizia a come eravamo. Il progresso ha messo fretta al tempo, ha prevaricato sulle buone intenzioni, ci ha scippato dell’importanza del ritrovarsi. 
Forse siamo ancora in tempo per fermarci. 
Il carretto si muove, il corteo si snoda, le fanciulle ridono…  


Ringrazio Giacomo Tinacci e il Gruppo Novecento per avermi fatto… sognare!|

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Gruppo Novecento Sfilata Storica giugno 2014




mercoledì 7 maggio 2014

Scattiscritti "Pensieri in Elisa..."


Foto di Francesca Mucciarelli
"Pensieri in Elisa..." foto di Francesca Mucciarelli

 
C’era cielo, natura, quiete, silenzio. Non bastava, forse era troppo, forse non era quello che le ci voleva, o forse in quel tutto trovato per caso in un giorno di ascolto, era proprio lo stretto necessario per sentirsi. Il suo pensare era importante; lo diceva la postura, quelle mani sulla bocca a trattenere intime parole, e gli occhi, appoggiati lontano dove solo lei sapeva. Non prova freddo Elisa, l’aria è mite e il calore che manca dentro di lei è già.

Francesca s’innamorò di quell’attimo rubato alla figlia, quasi non voleva consegnarglielo tanto lo sentì suo, di madre e basta. Volle metterlo in cornice, guardarlo commossa quando altro pensiero, futuro e vita, avrebbero portato Elisa lontano da lei, dal suo cordone mai reciso…


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martedì 6 maggio 2014

Pennellate di parole... Parole nella rada...




 
Claude Monet 1875
     Le barche rosse, Argenteuil
     olio su tela Musée de l'Orangerie,  Parigi
 






“Come ti senti?” –le chiese- 
“Non mi sento e penso” – aggiunse- 
“A cosa?” - continuò a domandare- 
“Penso che ho quarant'anni e molta vita davanti. Penso a quelle novantenni ancora proiettate nel futuro, stuzzicate dalle curiosità, dispensatrici di consigli. Se penso a tutto questo mi sento perduta! Io, che alla vita mi nego, con il respiro corto e l’ansia che mi avvolge. 
Il sole è già alto nel cielo, deve esser mezzogiorno, l’aria fragranza di cucine. Vorrei tornare a dormire, a lasciarmi cullare dal sonno, fino alla notte di domani notte. 
Le scadenze dei giorni mi si stringono addosso. Nemmeno il lavoro, mio fiore all'occhiello un tempo, mi soddisfa più. Si, lo ammetto, sto lasciandomi andare, e quando mi spingo fuori da queste acque è qui che desidero in fretta tornare. Sono stanca, stanca delle mie debolezze, del non essermi saputa mostrare come avrei desiderato, come davvero sono. La vecchiaia?...Mi auguro che non si consumi. Vedi quel gabbiano? Oh...potessimo scambiarci i ruoli, le sembianze, i pensieri, ammesso che egli ne abbia. Meglio, meglio per me se non ne ha. Parlo con te e vorrei scrivere quello che ti dico, scaraventarlo su una pagina bianca senza correggerne gli errori. Tanto chi leggerebbe?...Mica posso tediare con le mie stupide elucubrazioni chi di certo avrà le sue?...
Ecco, ora nella memoria si affaccia il verde e il marrone di una gola di montagna. Un’aquila fiera e maestosa la sorvola. Mi guarda, mi invita al volo, insieme in picchiata in mezzo a quella gola. 
 Aspettami le grido, aspettami! Mai la raggiungo. 
Ho costruito da sola le mie catene, da sola ho piantato paletti intorno a me. Devo fare qualcosa, non credi? Almeno per chi con amore mi accompagna. E’ un male oscuro il mio, in tanto lo hanno, in pochi sanno riconoscerselo. Io ho imparato, e quando arriva più forte, quando si insinua potente, quando non vuole mollarmi, cerco un rifugio, una rada sicura dove la mia anima in subbuglio trovi pace. 
Basta, mi fermo, sono stanca, mi riassetto, mi resetto, perché ben altro di me dovrà passare di questa giornata."
“Come ti senti ora?” - di nuovo le chiese- 
“Come prima” – accennando un sorriso rispose- 
“Ho soltanto vomitato un po’ di rabbia fuori dal mio involucro” – proseguì prendendosi un po’ in giro- 
“Tanto le altre continueranno a vedere, carpire e tenere, solo ciò che di me gli fa comodo…”

La osservò ora tacendo. Sospinta da una folata di brezza arrivatale  in soccorso, il fianco s'appoggiò al suo...